mercoledì 1 ottobre 2014

5 cose da fare in aereo (e farsi interdire dalla compagnia)

I miei recenti viaggi, non necessariamente di piacere, mi hanno fatto riflettere su un male che affligge la nostra società: gli aeroporti sono popolati da stupidi.
Se cercate un imbecille a caso andate all'aeroporto più vicino. Avrete solo l'imbarazzo della scelta. Ci sono quelli che applaudono all'atterraggio (evidente sintomo di sfiducia iniziale da parte dei passeggeri), suore che iniziano il rosario a Roma e lo continuano ininterrottamente fino a Sidney e quelle coppie che volendo entrambi il posto vicino al finestrino si piazzano ai due estremi dell'aereo per poi limonare sui passeggeri in mezzo. Tutti questi esempi di pochezza esistenziale e astenia cerebrale passeranno per un aeroporto accompagnati dagli imbecilli che ce li hanno portati (onestamente, se sai che non è in grado di badare a se stesso NON farlo partire, cazzo).

Prima di entrare nel vivo però voglio fare un augurio alla mentecatta che alle cinque e mezza del mattino, mentre prendevo un aereo per tornare a Roma, suonava un campanellino che aveva portato per radunare le bagasce che l'accompagnavano. All'alba, su un 737 poco più capiente del cesso di un autogrill (mortacci tuoi ryanair). Mentre io cercavo di dormire, stremato da tre giorni di libagioni in terra sicula.

Amica mia, ti auguro di passare una settimana meravigliosa nella città eterna, ti auguro di trovare un maschio magnifico e che tu, travolta dalla frenesia erotica, gli chieda di profanarti con il suddetto campanaccio e che nell'estasi dell'orgasmo e della brutalità ti venga per sempre impossibilitata la funzione riproduttoria, di modo che quel gene di imbecillità che porti dentro venga tagliato fuori per sempre dal futuro dell'umanità. Te lo auguro di cuore, buon viaggio. 

Mi scusino i lettori per lo sfogo.

Tornando a noi, ce n'era un altro, campione di intelletto superiore, che sul pulmino elettrico che porta all'aereo, mi bloccava il passaggio, non si muoveva, finchè non si è svuotato il pulmino... "Ora scende" pensavo ingenuamente alle spalle di un tizio, "Ora scende" pensavo preoccupato per la sua salute e per la mia, "Ora! Cazzo, scendi inutile agglomerato di organi buoni solo per far mangiare i cani!". Lui, in un pulmino vuoto, niente, e io: "Scende? Quella dopo è il capolinea!" (non volevo confonderlo facendogli presente che non era sulla metro B) e lui "Eh, c'è il palo!" "E gli giri intorno, quello c'era anche quando è salito." Il palo era in mezzo e lui quindi non riusciva a passare. Se qualcuno ha qualcosa da dire sull'argomento mi aiuti perché non so che dire...

Finalmente, cinque cose da fare in aereo

1) Quando passano a controllare se la cintura è legata bene, le hostess e gli hostess maschi verranno immancabilmente a fissarvi il pacco a turno. Alle volte in maniera imbarazzante, batteteli sul loro stesso terreno, tirate fuori un testicolo  (uno solo, è importante) e domandate a tutti insistentemente se la cintura è chiusa bene. "Ma è sicura? Controlli meglio! Sa se ci dovessimo schiantare è proprio su questo sedile che vorrei essere ritrovato"

2) Quando il capitano parla domandate al vicino "che ha detto?" "A che altezza siamo?" "Ma è questo quello per Nettuno?"

3) Dopo la partenza chiamate la hostess e domandatele se è possibile avere una coperta e dei cuscini, dopo che ve le avrà portate costruite un fortino tra i sedili vicino al bagno e dichiaratevi stato libero, a quel punto timbrate i passaporti di chi va a pisciare.

4) Chiedete la coperta di cui sopra e dopo esservi coperti le gambe mimate una violenta masturbazione e chiedete aiuto alla hostess, qui lo scenario si complica perché ci sono due possibilità: a. Avete rimediato una sega e il rispetto degli altri passeggeri. b. Quella si incazza, voi aggreditela verbalmente e ditele che dovrebbe essere a vostra completa disposizione come promesso a inizio volo. In questo secondo caso tirate via la coperta e fingete di non riuscire a liberarvi della cintura. Minacciate di fare rapporto alla compagnia. Se ve la giocate bene potetreste anche ottenere un pompino di scuse.

5) Andate in bagno, lasciate la porta aperta e fingete di urinare da fuori avendo cura di mantenere coperto il pistolino. Appena una hostess vi degnerà di attenzione fatele un occhiolino e dite: sai com'è... il bagno è piccolo...

Dedico questo post ai diecimila click sul mio blog, a chi ha fatto sesso in aereo e a chi vorrebbe, una dedica speciale a quel mio amico che domani parte per andare in Africa.
Ci va perché è stressato degli africani che cercano di vendergli calzini, è quindi intenzionato a mettersi con giacca, cravatta, mocassini e ventiquattrore a inseguire masai per la savana cercando di vender loro slip bianchi, urlando "amico, amico" a ogni tribale che incontra. 
Gli abbiamo dato tre giorni di vita.

 Chiunque avesse aneddoti sugli stupidi in aereo o negli aeroporti è vivamente pregato di regalarmi un sorriso nei commenti.

Come al solito, come sempre, il sogno dell'ubriaco termina in quello che gli altri chiamano risveglio.

lunedì 4 agosto 2014

Un giro al nord (primo fotoreportage del Satiro)

Il Satiro è stato qualche giorno fuori, anche sticazzi diranno i lettori più affezionati (figuriamoci gli altri).
Era iniziata come una delle mie solite partenze:
sveglia all'alba e ci si trova in strada con addosso poche ore di sonno, troppi litri di birra e uno zaino. Direzione: Sesso Cadente in provincia di Varese, dove mi sarebbe venuto a prendere V per andare poi a Sucate di sotto.
si noti che la vasca è vuota...
Situato sulle rive del lago il ridente paesino di Sesso Cadente è... obiettivamente un posto di merda: nella foto potrete notare la statua grottesca che vi da il benvenuto appena giunti alla stazione, nella foto potete ammirare l'eunuco Alberto che cerca di soddisfare la ninfa Carmeladalgisa (protettrice del lago e delle sfortunate che la notte camminano ai lati della tangenziale) con un aggeggio di cui ci è ignota la funzione (ma possiamo immaginarlo), alla straziante storia d'amore dei due è dedicata la statua, che come potrete notare è priva di acqua. 
Nella foto non si vede, ma dietro la cabina telefonica che, GIURO, funziona solo a schede, si trova un'agenzia di pompe funebri... 
sono arrivato da sei minuti di orologio.







 La seconda sera, equivocando, siamo andati qui. Non sapevamo che era stata organizzata da una scuola materna e ci siamo ritrovati incastrati al tavolo con diversi pedofili che avevano equivocato più di noi...





Ammetto di non aver capito che lavoro facessero questi, ma so che lo voglio fare anche io...







Il messaggio, controverso, è ancora fonte di discussione tra gli scienziati










Invece cinque dirigenti per ogni autista ai viaggiatori quanto costano, razza di stronzi?








 Sulla via del ritorno ho esplorato una grande città e vi ho trovato questo negozio di tartufi e i loro amici... Cibo di lusso, dice una scritta che non dice però se il cibo di lusso generi o meno merda di lusso...



L'elegante ingresso di un antico pretificio, per insegnare l'umiltà ai novizi...

lunedì 14 luglio 2014

VM 18: disavventura al sexy-shop


Si consiglia la visione di questo post a un pubblico maturo.

Rieccomi, a meno di due settimane di distanza, di nuovo su questo bloggherello (un record).

Per motivi che non sto a raccontare sono entrato per la prima volta (GIURO...) in uno di quei nuovi sexy shop automatici.

ATTO PRIMO

Entrare è quasi impossibile, pretendono che io inserisca una tessera sanitaria, come per le sigarette, perché l'ingresso è rigorosamente VM 18.

L'ipocrisia è di per sè sconfortante, cioè, i minori li mandiamo all'oratorio a farsi inculare e non in un sexy shop? DAVVERO?

ma vabbè...

Ho notato che questi posti sono sempre in angoli poco frequentati, cosa che, presumo, serva a garantire la privacy... però mi chiedono i documenti all'ingresso in culo alla suddetta privacy...

ma vabbè...

Ovviamente all'interno non c'è nessuno, cosa che trovo abbastanza antipatica, insomma, e se io avessi bisogno di delucidazioni? Spiegazioni? Un aiuto per il mio shopping? Cioè, abituato ai vecchi sexy shop (in cui non sono ovviamente mai entrato), quelli con il commesso con profonde occhiaie scavate, brutti lividi ovunque, l'aspetto tipico di chi fa abuso di viagra per professione e di metanfetamina per hobby... 

Mi rifiuto di accettare che i miei lettori non abbiano presente di cosa sto parlando...


ATTO SECONDO

Ecco che, una volta dentro, mi trovo circondato da quelli che sono a tutti gli effetti distributori automatici, come quello che ho in ufficio, ma invece delle merendine sono  farciti di film porno e cazzi di gomma. Che in ufficio renderebbero le mie giornate TOTALMENTE diverse.

Mi guardo intorno, in questo antro dell'erotismo, in questa caverna dei desideri irrealizzati, in questo mondo fiabesco sospeso tra un amplesso e una litrata di sperma e vedo cazzi... cazzi ovunque...

Più alcune cose sulle quali avrei chiesto delucidazioni al commesso con i calli sulle mani e l'atteggiamento tipico di chi subisce periodici abusi dalla dirigenza, se ci fosse stato.

Cioè, la maggior parte dell'oggettistica mi era chiara, ma c'erano una serie di... affari... sui quali mi arrovello ancora.

TRE in particolare sono le domande che vorrei fare al commesso palestrato di nome Manolo con le frustate sulla schiena e una forte dipendenza da Cyalis.

1) Cos'è?
2) DOVE SI METTE?
3) Perché dovrei?

E poi l'ho vista, credevo fosse una leggenda, era tra un lubrificante chiamato Lubranal (così, per togliere ogni dubbio) e un'ammiccante prodotto pubblicizzato da una pornostar alla quale avrei chiesto di sposarmi se fosse stata lì (ho un debole per le ragazzacce).

Scintillante, splendente, perversa: LA VAGITORCIA, ma svitando la parte superiore rivela una vagina finta. La scritta diceva: Real feel.
Una finta torcia che è anche una finta vagina per masturbarsi (realmente) ma con discrezione.
Perché se ti beccano in giro a scoparti una torcia è socialmente più accettabile di una normale pippa in pubblico.

Come al solito, come sempre, il sogno dell'ubriaco finisce in quello che gli altri chiamano risveglio





martedì 1 luglio 2014

C'è confusione (cose brutte che vedo in rete)

Mi scuserei come al solito per la lunga latitanza ma ormai non mi crede più nessuno, più o meno come Dell'Utri con la questura.

Inizio ringraziando per il la a questo post il caro Brassoruspante, un centauro che popola la foresta in cui si muove il Satiro, il quale mi ha inconsapevolmente fatto notare una confusione mostruosa che ultimamente sta infettando i principali social network da Facebook al centro anziani di Sucate di sotto (ridente paesino in provincia di Castrate famoso per avere l'età media più alta del mondo, per evitare di abbassarla lanciano i neonati giù da una rupe, e per loro avere 31 anni è essere ancora neonati).

Mi trovo costretto però ad avvisare tutti i lettori che hanno cliccato sul link attratti dal sottotitolo a questo post: NO, NON PARLO DI PORNOGRAFIA CON NANI COPROFAGI UTILIZZATI A GUISA DI VIBRATORI DA ERMAFRODITI OBESI AFFETTI DA SINDROME DI TURETTE MENTRE DIVORANO PAPPAGALLI SUPERDOTATI VIVI. 

Ai più sembrerà strano ma chi doveva capire ha capito.

C'è confusione dicevo, parafrasando i Ricchi e poveri. Continuo a vedere post su facebook e sui tazebao della parrocchia che dicono: i veri uomini hanno la barba, hanno la panza, hanno il pene; le vere donne hanno le curve, indossano i tacchi, hanno il pene...

Sono costretto, ma anche no, a dire la mia.

1) I veri uomini hanno la barba; a tutti è capitato di uscire con ragazze che ne avevano più di loro. Il sillogismo si chiuderebbe così: siamo usciti con degli uomini. Ammetto che a un paio ho chiesto consigli sulla rasatura e/o di fare piano perché mi pungevano l'interno coscia.

2) I veri uomini non si depilano, non me la sento di criticare troppo, sono stato al mare di recente e ho visto una serie di gomitoli con i boxer ruzzolare lungo l'arenile. Di contro c'erano anche lombrichi liscissimi e minidotati che scivolavano veloci come missili per lo scarso attrito che i loro corpi unti di olio solare (e spero rosmarino) opponevano ad aria e sabbia.

3) I veri uomini fanno i centrini all'uncinetto. Questa è assolutamente vera. Dovreste vedere che uomo vero che è mia zia.

4) I veri uomini hanno la pancia: anche le donne incinta. Come conciliamo le due cose ora che le femmine gravide sono diventati omoni comunisti che hanno ingerito infanti? O nani per chi ama il genere.

Come dicevo all'inizio, c'è confusione. Forse ciascuno, in base al genere, dovrebbe scrivere sul proprio social network preferito: GUARDATEMI! SONO UNICO! SONO IL MIGLIOR RAPPRESENTANTE DEL MIO GENERE, AMBIENTE, CATEGORIA. E non potete dirmi nulla perché lo ho scritto sulla home di facebook, ci ho taggato un mio clone che è d'accordo con me e mia mamma ha cliccato su mipiace.

Spero di tornare presto, ho un sacco di cose da raccontare e avventure da immaginare. Ma soprattutto mi mancava questo spazio.

Come al solito, come sempre: il sogno dell'ubriaco termina in quello che gli altri chiamano risveglio.

martedì 25 marzo 2014

INFORMAZIONE DI(s)SERVIZIO


 

Il Satiro, come al solito, scompare e riappare quando meno ce lo si aspetta. Concordo coi molti che non mi aspettavano affatto, anzi... del resto nemmeno io aspettavo loro quindi... 

Bando alle ciance, squillino le trombe e trombino le squillo. Per i fan più accaniti, sabato 29 e domenica 30 va in scena questo spettacolo teatrale di cui avete una locandina (immagine messa da me per venire incontro alle facoltà mentali dei miei lettori). 
Tra le altre cose un breve monologo del sottoscritto.
Vi conosco, qualcuno stava per scrivere sticazzi.
Sempre per venirvi incontro IN BREVE il modo di venire a vederlo:

SABATO 29 e DOMENICA 30 
ORE: 21.00 (non mi fate fare brutta figura che arrivate tardi)  

Sala Teatro Cassiopea
p.zza A. Meucci, 4/a - ROMA 

Per prenotare scrivere a:
animenere.contest@gmail.com 

Il Satiro sarà presente sicuramente il 29, purtroppo per motivi personali non posso garantire la mia presenza anche il 30. Quindi per chiunque voglia venire ad applaudire questi bravi attori e registi e/o lanciarmi reggiseni e offrirmi vergini in sacrificio... ci vediamo sabato.

A presto.